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30 Gennaio 2026
Mettere al centro le persone, ogni giorno: la visione di Avolta e la partnership con Rosso
Intervista ad Alessandro Premoli, Head of People, Culture and Organization Avolta Italia
A cura di Chiara Schettino, CEO & Co-Founder di Rosso
Quando si entra in Avolta si percepisce immediatamente un’energia particolare: un clima accogliente, una cultura aziendale viva, un senso di comunità che si respira in ogni punto vendita, stazione e aeroporto. È il risultato di una storia che affonda le sue radici in due realtà iconiche – Autogrill e Dufry – oggi unite sotto un’unica visione globale: mettere al centro le persone, nei luoghi di viaggio come all’interno dell’organizzazione. È in questo contesto che nasce la collaborazione con Rosso, mediante Corporate Lifesavers, il progetto che porta la cultura della donazione del sangue e del plasma all’interno delle aziende italiane. Una scelta che per Avolta non è un semplice gesto di responsabilità sociale, ma un modo concreto di prendersi cura delle proprie persone e delle comunità in cui opera. Per capire meglio questa visione ci siamo confrontati con Alessandro Premoli, HR Director di Avolta Italia, che ci ha raccontato da dove nasce questa collaborazione, quali sono gli obiettivi e perché il tema della donazione è oggi più strategico che mai.
Una cultura inclusiva che genera appartenenza
Il Dott. Premoli racconta Avolta come una realtà fatta di diversità, apertura e presenza capillare. “L’inclusione è un valore riconosciuto dalle nostre persone”, continua. “L’ultima engagement survey ci dice che il 75% dei collaboratori percepisce l’ambiente come inclusivo e orientato alla cura degli altri. Questo genera un forte senso di appartenenza”. Il suo aneddoto è emblematico: “Qualche giorno fa ho celebrato i 40 anni di servizio di un collaboratore. Gli ho chiesto quale fosse il suo obiettivo futuro. Ha risposto: arrivare a 50. È questo il clima che si respira in Avolta”.
Il valore delle persone nei brand storici
Autogrill e Dufry, oggi parte del gruppo Avolta, condividono un principio che va oltre lo slogan: le persone fanno davvero la differenza. “Nel food & beverage e nel travel retail il contatto umano è tutto”, spiega Premoli. “Il nostro compito è mettere le persone nella condizione di offrire un’esperienza che resti impressa. E questo richiede un ambiente che le sostenga, che le includa, che le faccia sentire parte di un gruppo”.
La scintilla che ha acceso la collaborazione con Rosso
La scelta di avviare la partnership con Rosso nasce da una storia personale, prima che aziendale. “Ho conosciuto Rosso attraverso una persona che stimo molto”, ricorda Premoli. “Mi ha parlato di una startup che aveva reinventato il modo di donare il sangue. Il tema mi è subito risuonato, perché nella mia vita familiare e professionale ho visto quanto la donazione possa fare la differenza”. Una testimonianza lo aveva colpito in particolare: quella di un collega che aveva affrontato una grave malattia grazie alle trasfusioni. “Quando ho incontrato Chiara, la forza della sua storia ha confermato la bontà del progetto. Rosso non è solo un’iniziativa sociale: è sensibilizzazione, sistema, rete. È un modo nuovo di parlare di un tema di cui si parla troppo poco”.
Obiettivi condivisi: accessibilità, cultura e impatto reale
Il primo obiettivo della partnership è rendere semplice ciò che spesso appare complesso. “Vogliamo sfatare miti, raccontare, avvicinare”, spiega Premoli. “Grazie alla vostra app, chiunque può informarsi, prenotare, donare, in modo immediato”. Ma c’è un aspetto che per Avolta ha ancora più valore: la capillarità. “Essendo presenti in tutta Italia, possiamo contribuire non solo donando tanto sangue, ma facendolo arrivare dove serve davvero. E vogliamo creare una community interna di donatori, mettendo insieme chi già dona e sensibilizzando chi ancora non lo fa”.
La sostenibilità come pilastro strategico
Per Avolta la sostenibilità non è un capitolo a margine: è uno dei quattro pilastri della strategia Destination 2027. “È un valore identitario, riconosciuto dai nostri clienti, dai viaggiatori e dalle nostre persone”, spiega. Corporate Lifesavers si inserisce perfettamente in questo percorso: “Il progetto ha una dimensione onnicomprensiva: raggiunge tutti i punti vendita, in tutti i canali. E ha anche un valore di prevenzione personale, perché donare significa fare del bene agli altri ma anche monitorare la propria salute”.
Un tema personale, prima che professionale
Premoli racconta con grande sincerità il suo rapporto con la donazione: “Ho una talassemia e non posso donare, ma so benissimo cosa significhi aver bisogno del sangue. Nella mia famiglia e nella nostra azienda abbiamo vissuto storie in cui la donazione ha salvato vite”. Questo lo rende particolarmente sensibile al progetto: “È un tema che sento profondamente mio. Ed è perfettamente allineato alle politiche del gruppo e ai valori di HR Global ed EMEA, con cui lavoriamo ogni giorno”.
La velocità come tratto distintivo
Una delle caratteristiche che ha colpito Rosso è stata la rapidità della decisione. Premoli sorride: “La velocità è nel nostro DNA. Lavoriamo per viaggiatori che cercano esperienze immediate. Ma la rapidità non basta: serve una visione. I progetti hanno senso solo se inseriti in un disegno più ampio, coerente con strategia e valori. […] Con Rosso il match è stato perfetto: cultura, obiettivo e modalità erano allineati. E abbiamo trovato un partner smart, capace di adattarsi alle nostre esigenze”.
Innovazione e startup: un terreno naturale per Avolta
Avolta lavora da tempo con le startup attraverso il proprio Avolta Next F&B Hub Milano. “Collaboriamo con realtà innovative che migliorano customer experience e sostenibilità”, spiega Premoli. “Rosso ha uno spirito che ci è familiare: velocità, sperimentazione, flessibilità. Siete una startup, ma già oltre la fase iniziale. E spero che manterrete questo approccio anche crescendo”.
Un potenziale impatto nazionale: 9.000 persone coinvolte
Avolta Italia conta circa 9.000 dipendenti. “Corporate Lifesavers non coinvolge solo l’headquarter, ma l’intera popolazione aziendale, ovunque si trovi. È questo che può generare un impatto enorme. […] Possiamo davvero contribuire alla donazione in un momento storico in cui serve più che mai. E possiamo sensibilizzare su un tema poco noto, ma fondamentale. […] Questo progetto è semplice, accessibile, veloce: proprio per questo può fare la differenza, per le nostre persone e per chi aspetta una sacca di sangue”.
Un modello per le aziende italiane
La storia di Avolta mostra come responsabilità sociale, sostenibilità e innovazione possano integrarsi nella cultura aziendale, generando valore per le persone e per i territori.
E, come conclude Premoli, “uniti ci facciamo del bene e facciamo del bene”.
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